Luoghi

Il mio segno zodiacale non mi ha tradito: un posto magico, aspro per le rupi e le rocce presenti, ma anche dolce ed accogliente per le verdi acque e la vegetazione rigogliosa. Ci troviamo al di sotto del paese di Anversa degli Abruzzi e della sua frazione Castrovalva, arroccata in uno sperone di roccia, musa ispiratrice dell’artista Escher.

Nelle rocce calcaree il fiume Sagittario si fa strada scavando e creando le “Gole del Sagittario” in mezzo a boschi e paesi arrampicati sulle montagne.

L’oasi gestita dal WWF, è anche una Riserva naturale Regionale e zona speciale di conservazione ubicata nel comune di Anversa degli Abruzzi, aperta tutto l’anno per le visite libere con la possibilità, però, di richiedere visite guidate ed escursioni a pagamento.

Diversi i sentieri accessibili, il nostro preferito quello lungo il fiume, immerso nella vegetazione rigogliosa (mai visti degli equiseti così grandi!), che permette di tornare dall’oasi all’area camper compiendo quindi una specie di anello.

Da segnalare anche il sentiero geologico, più impegnativo con i suoi 7,5 km che ci fa raggiungere il borgo di Castrovalva, appollaiato sulla montagna, e poi quello botanico che offre una passeggiata rilassante in cui scoprire l’ampia varietà di piante e fiori della zona, grazie anche ai pannelli didattici che ci spiegano quanto stiamo vedendo.  

L’area camper, in prossimità dell’accesso all’oasi del WWF, sembra chiusa, ma basta telefonare al numero indicato e puoi accedere da solo, ti allacci alla corrente e ti sistemi, l’omino passerà poi alla sera per le formalità e per offrirti arrosticini di castrato (“non deve salarli… vedrà che sono saporiti così…”) e vino della casa (unica discussione: “nella plastica la prego …no… il vetro costerà di più ma il vino…lo pretende…promesso…le lasciamo le bottiglie all’ingresso prima di andare via…”). 

La prima sera siamo soli, l’area piccolina ma tutta a nostra disposizione. Il giorno dopo tre nuovi equipaggi, due dall’Umbria ed uno piemontese. Ed allora arrosticini per tutti, cucinati e mangiati insieme, annaffiati da abbondante vino e chiacchiere da camperisti (ma quanto ci mancava questo clima di condivisione!).

Infine un’ultima segnalazione, sulla strada tra l’area di sosta e l’ingresso all’oasi: il Bioagriturismo “Ai laghetti”, gestito da una giovane signora olandese con le sue yurte per il glamping (crasi tra i termini glamour e camping, in pratica un campeggio ma…con tutte le comodità!) e soprattutto con il suo gelato al latte di capra, buonissimo, ed una dissetante bevanda allo sciroppo di fiori di sambuco.

 

 

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