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Così è soprannominato Livigno, paese al centro di una piccola valle chiusa nel cuore delle Alpi Retiche, al confine con la Svizzera e poco lontano dall’Austria.
E’ accessibile solo valicando alti passi alpini; attorno ha alcune delle più belle montagne delle Alpi e ottime piste da sci.

Terra difficile, gelata durante l’inverno, situata a 1816 metri e circondata da montagne tutte ben sopra i 2000 metri. Fino a dopo la guerra era abitata da poche famiglie, spesso isolate durante i mesi invernali dai metri di neve che chiudevano i passi.

(C) G. Bartoli

Livigno deve anche molto della sua fama al fatto di essere una delle poche zone franche doganali in Europa, dove le merci godono di un regime fiscale agevolato (informatevi bene e non fatevi ingolosire, i controlli doganali sono all’ordine del giorno e i Finanzieri fanno il loro dovere).

Tuttavia altre sono le sue qualità.
Rivalutata nell’era del turismo di massa, ora è meta ambita sia da chi ama gli sport invernali, sia da chi ama le escursioni estive.
In estate le escursioni possibili sono molte, tutte molto belle e generalmente alla portata di chiunque.

(C) foto www.livigno.eu

Livigno è ovviamente anche il paradiso della mountain bike.

(C) foto www.livigno.eu

In inverno si possono praticare tutti gli sport che richiedono neve, che qui decisamente non manca: sci alpino, sci da fondo, escursione con le ciaspole, pattinaggio su ghiaccio, ecc.
Durante l’inverno l’anello da fondo è decisamente piacevole da percorrere, come pure le varie piste di sci alpino, adatte a tutte le categorie di sciatori. Lo snow park richiama gli amanti delle altre discipline.

Oltre allo sci alpino Livigno vanta un ottimo anello per sci da fondo - (C) G. Bartoli

La cucina è quella tipica della Valtellina: pinzocheri e bresaola la fanno da padroni, ma non solo… vedere il “Sentiero Gourmet” sul sito di Livigno, un’iniziativa che viene in genere proposta a Luglio.

Se ci andate in camper in inverno ricordatevi che in paese fa molto freddo, specialmente la notte: è piuttosto comune che il termometro segni -25°C o -30°C. Attrezzatevi di conseguenza: scaldate il camper collegandovi alla corrente se siete in campeggio, se in area di sosta attenzione alle batterie che con il freddo crollano spesso. Arrivate con poco gasolio e fate rifornimento appena giunti, non tanto per il risparmio, ma perchè in inverno il gasolio di Livigno è garantito per temperature molto più basse rispetto a quello che si trova in pianura. Attenzione anche al serbatoio delle acque grigie…
Per noi camperisti ci sono ampie possibilità, dalle aree di sosta ai campeggi. Unica avvertenza: la notte su tutto il territorio non è permessa la sosta libera nei vari parcheggi.

Dall’Italia ci si arriva valicando il Passo del Foscagno a 2291 metri, aperto tutto l’anno (salvo casi eccezionali e ormai molto rari) e protetto a valle lungo tutto il percorso.
Il Foscagno, come tutte le strade in quota, in inverno è innevato, con alcuni punti ghiacciati: si arriva a 2300 metri, in una delle zone più fredde delle Alpi! E’ consigliabile non rischiare anche se si hanno gomme da neve e valutare bene in base alle proprie capacità di guida se montare le catene. Noi lo abbiamo percorso in inverno, anche ghiacciato, utilizzando gomme chiodate sul nostro Transit a trazione anteriore, ma vivendo a Sondrio dotarsi di queste gomme non è poi così strano…
Dopo il Foscagno si scende e si risale a Trepalle, il paese più alto d’Italia con i suoi 2069m. Valicato il Passo d’Eira a 2208m si scende a Livigno.

La statale del Passo del Foscagno in inverno - (C) G. Bartoli

Per chi vuole dormire in quota, a Trepalle è presente sul passo Eira un’area di sosta a pagamento, vicino alla strada e dotata di acqua potabile. Non è raro in estate andare a dormire qui per rinfrescarsi dalla calura e dover accendere il riscaldamento la notte. Siamo sempre a quasi 2100 metri, su un passo alpino. Trepalle ha perso solo nel 2013 il record della temperatura più fredda in Italia che deteneva da sempre: -41°C!
Direttamente dall’area di sosta si può salire per una facile escursione fino al Crap de La Parrè, uno sperone di roccia a 2390m che domina la valle di Livigno, godendo di un bel panorama.

Il Lago di Livigno visto dal sentiero che porta dal Passo d'Eira al Crap de La Parrè - (C) G. Bartoli

Per chi arriva dalla Svizzera le possibilità sono due: il tunnel svizzero del Munt La Schera, percorribile tutto l’anno oppure il passo della Forcola di Livigno a 2315m, chiuso in inverno.
Il tunnel è aperto solo dalle 6:00 alle 20:00 (eccetto nel weekend in cui apre non stop dalle 6:00 di venerdì alle 22:00 di domenica). E’ a una sola corsia con senso alternato, è a pagamento ed è costoso, tuttavia il suo prezzo si ripaga facendo carburante a prezzo scontato a Livigno dove abbondano i distributori.
Porta nella Val Mustair, nel Cantone dei Grigioni, vicino a Zernez. Qui si è nel pieno del parco naturale svizzero (collegato a quello dello Stelvio), un luogo molto bello. Facendo pochi chilometri e valicando il Fuorn Pass si torna in Italia e si arriva a Glorenza in Alto Adige.
La Forcola è un valico alpino con una strada stretta ma percorribile con un po’ di attenzione anche da mansardati e integrali, ma in molti punti non è protetta a valle.
Mette Livigno in comunicazione con la statale elvetica del Passo del Bernina a 2330m, che collega Tirano con st. Moritz (l’accento corretto è sulla “i”, non dite “sànmòriz”…).

Livigno è molto bella anche in autunno quando la vegetazione si colora - (C) G. Bartoli

Attenzione durante la mezza stagione: a Livigno non è raro che nevichi improvvisamente, in momenti dell’anno in cui sembra impossibile; trovarsi con il camper in difficoltà è un attimo. Nel luglio 2016 in paese a Livigno una nevicata improvvisa ha messo 5cm di neve…
Anche il Bernina in molti punti non è protetto a valle e nella mezza stagione può ghiacciare. Anche se è sempre aperto, ricordatevi che la notte per la legge cantonale è percorribile a proprio rischio e pericolo, quindi se rimanete in panne o bloccati dalla neve la cosa diventa problematica e costosa.

Livigno vale un viaggio o una digressione dal proprio itinerario?
Sicuramente si, anche se non siete grandi appassionati di montagna. I panorami sono stupendi.

 

(C) G. Bartoli

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