Luoghi

Un banco di sabbia, ostriche e sale che emerge dall’Oceano. Il fascino de L'île d'Oléron ammalia chi, come me, deriva dal mare. Forse non è appariscente come l'île de Ré, o aspra e selvaggia come Nourmoutier, ma io la preferisco… 

Ci sono passato vicino di sfuggita quasi quarant’anni or sono, in un’altra vita.
Ci sono tornato per vederla assieme a Valentina. Poi ci siamo ritornati più volte e ogni volta penso che è qui che vorrei vivere e morire.

Oleron è la maggiore delle isole francesi della Côte atlantique, non distante da La Rochelle, fra Rochefort e Royan, nel dipartimento della Charente-Maritime. Dopo la Corsica è la seconda isola della Francia per estensione.
Non appartiene a nessuna delle due coste atlantiche famose in questa zona: la Côte de Lumiere e la Côte de Argent. 
La zona viene chiamata Côte de Beauté, ma anche in Francia non ci badano molto.
Nei secoli serviva come baluardo di difesa per il Pertuise d’Antioche, la baia riparata dove si affacciano porti come La Rochelle e Rochefort.

Da Google™ Map: Pertuise d'Antioche 

Sono affascinato da L'île d'Oléron perchè è turistica ma è anche un luogo dove la gente che ci vive e lavora trae sostentamento dal mare. Ovvero nei secoli ha sfidato la furia dell’Oceano per creare una produzione di sale marino (merce preziosa nella storia), di molluschi e pescato. Negli anni hanno sviluppato delle barche molto singolari, piatte e dalla forma un po' sgraziata, in grado di navigare sui bassi fondali e portare grandi quantità di ostriche e molluschi.
E’ terra di pescatori e navigatori, non posso che sentirla in sintonia con le mie origini.

Non vi descriverò l’isola come la potete trovare sulle guide turistiche ma le mie sensazioni.

E’ un bastione naturale contro la furia de L’Ocean, l’Oceano Atlantico che quando si agita fa paura.
Ha due tipi molto diversi di costa:
- verso il Pertuise d'Antioche grandi zone occupate dalle saline, intervallate da spiagge ampie e con un mare tranquillo, con tanto di stabilimenti balneari e capanni da spiaggia
- verso l’Oceano una costa più aspra, con punti sorvegliati dove fare il bagno sotto l’occhio vigile dei bagnini del servizio pubblico di assistenza, uno dei più organizzati ed efficienti in Europa.

Partiamo da Le Château-d'Oléron: situata a sud-est, è uno dei punti di riferimento economici dell’isola, sede del commercio di sale e ostriche. Ci si arriva girando a destra lungo la strada costiera, appena scesi dal ponte.

Ha una cittadella e un forte molto belli e interessanti da visitare.
Quello che però più mi affascina è il quartiere del porto, un vecchio agglomerato di capanni degli ostricai, su palafitte, ciascuna con una parte allagata e coperta dove con l’alta marea può entrare un battello per scaricare il pescato.

Qui Mare, Terra e architettura si fondono.

Il site ostréicole de Le Château-d'Oléron.
Sì, quelli che vedete in primo piano sono gusci di ostriche. Sullo sfondo i capanni ancora usati dai pescatori, con la caratteristica porta che si apre sull'acqua e permette l'ingresso alle chiatte che scaricano il pescato.
Ora il sito è parzialmente rivalutato e molti dei capanni sono in gestione ad artigiani e artisti che li usano come laboratori o atelier.

Non mancano i bistrot e i ristoranti dove gustare ostriche, molluschi, crostacei a volontà…

Ha un’atmosfera da zona di lavoro, un po’ sgarruppata, dove i colori vivi e saturi con cui sono dipinti i capanni restaurati fanno da contrasto con quelli scoloriti dei capanni semi-abbandonati o usati per lavoro. Tutto è un po’ precario, disordinato al punto giusto. Abbondano i gabbiani, quelli oversize oceanici. C’è odore di mare, di alghe, di pesce. Cosa desiderare di più?

A poca strada dal paese, sulla costa verso nord c’è un’area di sosta sul mare, a pagamento. Come sempre in Francia è pulita, organizzata, tranquilla. 

Sempre verso nord, percorrendo la strada costiera fra le saline e il mare si raggiunge un altro porto che mi affascina: Boyardville. Ne vale la pena.
In realtà è un piccolo porto canale, sul Canal de la Perrotine, che offre riparo alle barche dei pescatori e mette in comunicazione il mare della Baia con la zona delle saline.

Boyardville è un luogo strano, gli abitanti sono un po’ anarchici, si considerano un po’ ribaldi e fanno comunità a sé, un po’ come il villaggio di Asterix
E’ il punto di partenza per visitare Fort Boyard, costruito con la forma di una nave su un banco di roccia per difendere i porti della costa dagli attacchi dal mare.

C’è un campeggio subito fuori dal paese, nella pineta verso le Fort des Saumonards, dietro alla spiaggia. Non è molto grande e per gli standard francesi un po’ affollato. Tuttavia ci si sta benissimo. E’ un punto di partenza per camminare o andare in bici nella pineta, oppure per perdersi a camminare sulla spiaggia…

La costa è rivolta a est, quindi non vedrete grandi tramonti sull’Oceano, tuttavia vale la pena.
Se amate fare un bagno tranquillo e vi piace la vela la Plage de les Saumonards è il posto adatto.

A nord dell’isola c’è un faro, le Phare de Chassiron, molto importante per segnalare le secche, tutt’ora funzionante e meta turistica. Come tutti i fari è affascinante, non per l’architettura in se stessa ma per la sua funzione, anche nell’era dei satelliti e dei GPS.

Segna la fine della terra, la fine del Pertuise d’Antioche, l’inizio del mare aperto e dell’immensità dell’Oceano con la sua forza.
Qui la terra è aspra, spazzata dal vento. Verso il mare aperto è rocciosa, la sabbia è stata dilavata dal mare. Non lasciatevi ingannare dal nome Plage Tranquille, la spiaggia non è molto tranquilla anche se affascinante e selvaggia fra la falesia e l’Oceano.

Il litorale fra Saint-Denis-d'Oléron e Chassiron è zona turistica, ma siccome non ci sono spiagge comode è meno affollato. E’ il luogo ideale per praticare la pêche a pied, la raccolta dei molluschi durante la bassa marea. Attività regolata da un permesso che si chiede alle autorità locali e abilita alla raccolta, sottostando alle norme relative a quantità e tipologia.

C’è un campeggio vicino al faro non lontano dal mare, poco fuori Chassiron, con le piazzole protette da ampie siepi per riparare dal vento. L’altro campeggio, sul mare della baia, non accetta più camper e tende. E’ diventato un villaggio di bungalow in affitto, a periodi o per tutto l’anno.
Peccato, era proprio accogliente ed era bello uscire dal cancelletto sul retro e passeggiare la sera lungo il mare. Qui il nostro Pisul fiutava i conigli del litorale, sotto l’occhio vigile di Penny e non capiva come mai non lo lasciassimo libero di cacciare, di fare il suo mestiere. Da buon Bracco non si intendeva di aree protette, multe e quant’altro… Durante la bassa marea correva sulla battigia e faceva il bagno, incurante della temperatura non proprio temperata dell’acqua in questa zona.

Se cercate un campeggio direttamente sul mare poco distante c’è Saint-Denis-d'Oléron, un paese con un bel porto turistico, una bella e comoda spiaggia, la Plage de la Boirie, ottimi ristorantini. Il campeggio municipale è praticamente in paese.

La costa verso l’Oceano è la più turistica. I paesi e i campeggi sono un poco più lontani dal mare, per ovvi motivi di sicurezza.
E’ fantastico per chi come me ama farsi frullare dalle onde dell’Oceano ma fare il bagno è più impegnativo.

Au revoir Oleron, à bientôt

Guida del turismo per l'Isola di Oleron

 

 

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